Qualcuno penserà che parlare di Sant’Antonio da Padova è quasi come portare acqua al mare, tanto è universalmente noto, visitato e pregato. E' fra i santi più conosciuti e invocati.
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Qualcuno penserà che parlare di Sant’Antonio da Padova è quasi come portare acqua al mare, tanto è universalmente noto, visitato e pregato. E' fra i santi più conosciuti e invocati.
Il 13 giugno, si celebra Sant’Antonio da Padova, al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), religioso portoghese canonizzato dalla Chiesa cattolica e proclamato nel 1946 dottore della Chiesa.
L’iconografia di sant'Antonio comprende un complesso di simboli: la giovinezza, il saio, il libro, Gesù Bambino, il giglio, la fiamma, il cuore, il pane. Essi esprimono sia una caratteristica della sua personalità (funzione di memoria), sia i doni e le qualità che gli ha attribuito la devozione popolare (funzione simbolica).
Una volta non c’era la televisione e veniva in chiesa tanta gente, specialmente nel mese di maggio. Era l’occasione per uscire di casa. I genitori lasciavano uscire le figlie di sera per andare a dire il rosario, e la sera la chiesa era sempre piena di ragazzi. Un po’ di ragazzi dicevano il rosario, un po’ facevano il giretto per via Leopardi e poi dicevano ai genitori che erano andati al rosario.
Le feste erano grandi feste.
La più grande era quella di S. Antonio. Ogni parrocchia cittadina aveva un santo protettore per il quale facevano una grande festa. S. Quirino aveva S. Luigi. Al Redentore facevano la processione di S. Lucia. A S. Giorgio facevano la processione dell’Immacolata.