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"Il sacramento del perdono nella storia della Chiesa"

Relazione di Don Scubla "IL SACRAMENTO DEL PERDONO NELLA STORIA DELLA CHIESA"

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Relazione di Don Scubla
3 febbraio 2012


Credo che come abbiamo organizzato il corso forse sarebbe stato più opportuno che all’inizio ci fosse stato l’intervento biblico perché è quello che parte dalle origini. Io mi colloco su un versante che dovrebbe essere già conosciuto, quello della Sacra Scrittura. Lo do per scontato. Credo che la prossima settimana con don Rinaldo sicuramente riuscite a ricollegare quello che vi dirò stasera.Don ScublaPer riuscire a comprendere come si è sviluppato questo rito, quello che don Giancarlo ha chiamato Sacramento, prima di chiamarlo sacramento forse è il caso di mettere bene in mente quale sia il progetto che ci sta dietro. Non a caso nel Rito della Penitenza, che è quello ufficiale, il rito che nasce da Vaticano II, nelle premesse, c’è questa introduzione:
“il Padre ha manifestato la sua misericordia riconciliando a sé il mondo per mezzo di Cristo, ristabilendo la pace con il sangue della sua croce, tra le cose della terra e quelle del cielo. Il figlio di Dio fatto uomo è vissuto tra gli uomini per liberarli dalla schiavitù del peccato e chiamarli dalle tenebre alla luce ammirabile per questo ha cominciato la sua missione in terra predicando la penitenza e dicendo: convertitevi e credete al Vangelo”.
Lo sfondo non è che cosa dobbiamo fare noi; ma lo sfondo fondamentale è che cosa fa Dio: Dio Padre ha manifestato la sua misericordia. Questa è la cosa primaria ed essenziale e l’ha manifestata attraverso l’opera di Gesù Cristo che ha chiesto ad ognuno di noi di convertirci e di credere al Vangelo. Conversione e fede che si manifestano nel battesimo. Il battesimo diventa il segno della conversione e della fede.
Ora, la preoccupazione non è tanto quella di mettersi davanti alla propria coscienza per dire: oggi dove ho sbagliato? Oggi ho calunniato un mio vicino.
Noi dobbiamo tentare di cogliere come noi uomini rispondiamo a questa azione di Dio che è una azione di misericordia che chiede non delle piccolezze, ma che chiede un cambiamento completo della nostra vita. Se è così – anticipo una cosa che è venuta nei secoli, è giusto andare a confessarsi ogni giorno o ogni settimana? Quante volte ci si può convertire? Se la conversione è orientarci a Dio, se io mi converto vuol dire che fino a quel momento io ero lontano da Dio, come faccio allora a convertirmi ogni giorno? La calunnia, il peccato sono segni del rifiuto di Dio? Gesù ha detto: andate, predicate, convertitevi e credete al Vangelo.

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"Il perdono nella Bibbia"

Relazione di Mons. Rinaldo Fabris "IL PERDONO NELLA BIBBIA"

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Relazione di Mons. Rinaldo Fabris
10 febbraio 2012


Buonasera a tutti.
Vi consegno una piccola traccia di quello che io dirò e soprattutto una documentazione, che trovate verso la fine nel secondo foglio con due testi dell’AT. In una serata ho pensato di delimitare il tema, la trattazione, al perdono di Dio nella Bibbia, nel Primo Testamento (impropriamente testamento ebraico, o canone della tradizione ebraica) lasciando sullo sfondo –potremmo evenfabristualmente concludere con un testo su questo - il  perdono reciproco, il perdono condiviso, o la condizione per  ricevere il perdono di Dio come perdono dato, per poter pregare e invocare il perdono dei peccati; perdono dato nell’ambito della comunità, perdono condiviso a cui si richiamerà la preghiera di Gesù commentata, l’unica domanda del Padre nostro commentata espressamente da Matteo e, in un frammento, si trova anche in Marco. Marco che non ha il Padre nostro, ma commenta proprio questo: quando ti metti a pregare, perdona se ha qualche peccato, colpa, nei confronti degli altri perché la tua preghiera sia esaudita, per ricevere il perdono. Marco, cap. 11, quando parla della preghiera efficace. La condizione è che ci sia il perdono, la riconciliazione.  Più che conciliazione con il vigile, è riconciliazione, che è diversa, che è linguaggio tipicamente paolino; non è nell’AT. E’ tipico linguaggio greco che riguarda il rapporto tra amici, tra gli sposi, le città; e Paolo lo adopera in due/tre testi storici (Romani e 2Corinzi) e poi lo riprende un discepolo di Paolo nella Lettera ai Colossesi. 
Ma ho detto limitiamoci al perdono di Dio nell’AT, con risvolti anche nel Nuovo. Ho voluto fermarmi su questo perché una delle precomprensioni o pregiudizi riguardo alla Bibbia è che in realtà la misericordia di Dio, il perdono, la bontà di Dio l’ha rivelata Gesù, chiamando Dio “Padre”. Questo è uno dei tanti pregiudizi di chi non ha letto la Bibbia se non sentita per caso, o ha letto alcuni testi. Ci sono aspetti anche di un Dio intransigente, di un giudice, ma direi che l’unica definizione di Dio nel testamento ebraico è “Dio misericordioso”. Ripreso poi nella tradizione islamica all’inizio delle 114 sure (capitoli) in cui si divide il Corano (Corano vuol dire “proclamazione”; come la Bibbia chiamata “proclamazione” nel testo ebraico). Tutte le sure incominciano: nel nome del Misericordioso e Clemente. Poi come si conciliano la clemenza e la misericordia di Dio con una giustificazione della jihad, non solo come “sforzo”, “impegno”, ma anche come lotta armata nei confronti degli infedeli all’interno prima, e poi al di fuori, questo è un altro problema. Ma questo non è solo per i musulmani, ma anche per i discepoli di Gesù che in nome della fede cristiana hanno esportato guerre e violenza. Questo è un fenomeno comune a tutte le religioni: l’uso della guerra sacra, della guerra santa; tempi e modi diversi. Oggi non si chiama più guerra santa, ma si fa lo stesso la guerra giustificandola con altri motivi, non più religiosi, ma politico-economici, o ideologici.

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"La celebrazione della misericordia di Dio oggi"

Relazione di Don Scubla "LA CELEBRAZIONE DELLA MISERICORDIA DI DIO OGGI"

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Una prima cosa. Quando finisce la Quaresima? Il Giovedì Santo è l’ultimo giorno di Quaresima e nella Chiesa per secoli era la giornata, non della Messa del Crisma (recente), non della messa in Coena Domini, ma il giorno della riconciliazione dei penitenti e così si completava il tempo quaresimale. E nel corso dei secoli questa giornata essenziale è sparita.
Una seconda cosa. A me capita ogni tanto di confessare persone anche di una certa età e al termine di una confessione dove hanno confessato più o meno: sono stata un po’ cattiva, mi sono lasciata prendere un po’ da certi discorsi e ho anche parlato male di qualcuno ed ero distratta durante la preghiera. E alla conclusione di questa confessione di peccati terribili: chissà se il Signore mi perdona. Ecco – dico – questo il più grande peccato che hai fatto. Hai fatto una professione di mancanza di fede nei confronti di Dio. Questo è il peccato più grande perché quello che ci chiede il Signore – l’ho detto fin dalla prima sera – è una conversione. Il Signore ci chiama a questo. Tant’è vero che se uno vuol essere pignolo della dottrina cattolica (perché qui si va a rischio che se uno dice qualcosa è un mezzo protestante, un seguace di Kung) apre il catechismo della chiesa cattolica e si chiede: che cos’è un sacramento? Il termine sacramento indica un segno visibile, efficace, della grazia invisibile di Cristo. In ciascuno dei sacramenti è lo stesso Signore risorto che opera attraverso il ministro, agendo nella vita del credente che riceve il dono di una nuova dignità e di una nuova grazia santificante per opera dello Spirito Santo.

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Parrocchia della Beata Vergine del Carmine

Collaborazione Pastorale Udine sud-est: Parrocchie Beata Vergine del Carmine (Via Aquileia) - San Paolino d'Aquileia (Viale Trieste) - Beata Maria Vergine del Rosario (Laipacco)

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